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Il sapere è ormai alla portata di tutti, basta uno smartphone, una connessione e pochi clic per essere inondati di informazioni riguardo un determinato argomento.
Ci sono blog, testate giornalistiche, gruppi di approfondimento su Facebook e su Telegram, insomma c’è veramente l’imbarazzo della scelta, ma tutte queste informazioni che troviamo sul web siamo sicuri che abbiano fondamento reale?

La risposta è semplice, assolutamente no!

Nel mare sconfinato delle notizie sul web c’è una fetta molto consistente rappresentata dalle famose fake news che, se non sapute individuare, diventano un’arma di comunicazione negativa molto potente e difficilmente arginabile.
È necessario che tutti prendano consapevolezza del fatto che più un titolo di un articolo è attraente per l’utente, più quel determinato articolo sarà cliccato e più persone vedranno i banner pubblicitari presenti in quella pagina.

Il ragionamento, se pur sintetizzato e semplificato per chiarezza, è esattamente questo, più clic ricevo = più guadagno per il sito in questione.

Tutte le testate e tutti i blog presenti sul web adottano questa tecnica?
Assolutamente no, per fortuna. Ma è innegabile che, soprattutto in questo periodo storico, le fake news siano aumentate in maniera esponenziale in quanto il tema vaccino anti covid sta spopolando a livello mondiale, dividendo chi è a favore del vaccino e chi la pensa diversamente.

Il livello culturale (e digitale) dell’Italia è abbastanza basso, pertanto diventa facile poter trarre in inganno l’utente medio, attirandolo con titoli d’effetto in modo tale da spaventarlo o incuriosirlo.
Spesso addirittura gli utenti condividono articoli senza neanche averli letti, ma prestando solo attenzione al titolo che svolge una vera e propria funzione di esca, innescando così un meccanismo di condivisione e di moltiplicazione difficile da arrestare.

Gli effetti di questo fenomeno sono visibili a tutti, basti pensare che da gennaio a luglio 2021 sono stati segnalati circa 150mila contenuti falsi sui vaccini anti covid, portando il movimento dei no vax a livelli mediatici importanti, con conseguente rallentamento della campagna di vaccinazione.

Ancora una volta è necessario prendere consapevolezza della potenza mediatica del web, avviando processi di educazione digitale e insegnando a tutte le generazioni, dai più piccoli ai più adulti, le basi per una ricerca su internet corretta e che possa far identificare immediatamente le notizie false, pericolose per tutti.

Categorie: News digitali

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