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Di Nicola Mazzara

Tutti noi che lavoriamo nel marketing abbiamo un appuntamento fisso ogni anno con uno dei report made in Italy più atteso che si annovera nella c.d. fonte secondarie di ricerca. Questo report è “E-commerce in Italia 2020. Vendere online ai tempi del Coronavirus” prodotto annualmente dalla Casaleggio e Associati.

Quest’anno è stato pubblicato lo scorso 19 maggio, leggermente in ritardo rispetto gli anni passati, e il motivo lo possiamo intuire tutti, il Covid_19. L’articolazione della ricerca inizia con uno stato dell’arte sul tema e fin da subito si nota come il commercio online sia in crescita continua dal 2004 e ad esclusione del biennio 2013/2014; una crescita sempre a doppia cifra, arrivando a valere nell’anno 2019 48,5 Miliardi di € di cui il 43,5% attraverso il mobile.

(Fonte: Adattamento dati da “E-commerce in Italia 2020. Vendere online ai tempi del Coronavirus”)

Durante il periodo di pandemia questo dato è cresciuto ed ovviamente i marketplace hanno avuto un ruolo fondamentale, anche se hanno dovuto riadattarsi all’emergenza per continuare ad erogare i loro servizi ed arginare le speculazioni sui dispositivi di protezione individuale. Come intuibile il traffico sul web è cresciuto durante il periodo di pandemia, ma veri e propri numeri da capogiro li ha conquistati la GDO e il Food Delivery con un +250%. Come in tutte le bilance però questa crescita è stata a discapito dell’industry del turismo, del travel e del retail (no food).

Nel report si parla anche di come questo evento del coronavirus abbia fatto evolvere anche i modelli di business con diversi casi di studio tutti riconducibili a queste macroaree:

  1. Definizione della presenza online e ampliamento dei canali di vendita
  2. Integrazione store nello stock
  3. Ampliamento del target o del business
  4. Riconversione del prodotto per uso sanitario
  5. Promozione del brand

L’analisi prosegue con l’analisi dei social media preferiti dalle aziende ed il podio vede ancora oggi: Facebook, Instagram e Youtube. Crescono tutti gli altri specialmente Linkedin e TikTok. Tantissime altre informazioni sono presenti nel report, per questo evito di dilungarmi e vi rimando direttamente sul sito della Casaleggio e Associati per consultare e scaricare gratuitamente il report di quest’anno.


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