Abbiamo tutti subìto almeno un down di Facebook, Instagram e WhatsApp nella nostra vita. Per i più distratti o per chi non lo sapesse un down è un collasso delle piattaforme che non permette di effettuare le operazioni classiche, in questo caso di postare contenuti, visualizzare il feed oppure inviare messaggi. Nelle ore di down quindi, senza poter utilizzare le nostre App preferite, cosa facciamo?

Le reazioni solitamente sono diverse perché diverse sono le esigenze, in quanto oggi con i Social Network e piattaforme simili non ci si limita più alla semplice condivisione di contenuti, ma nel caso di aziende e professionisti si imposta una vera e propria campagna comunicativa che ha delle logiche ben precise e delle strategie definite nei dettagli.

Andiamo per gradi. Un utente “classico” con un down delle piattaforme avrebbe semplicemente la seccatura di non poter vedere cosa fanno le persone che segue, non potrebbe pubblicare contenuti o nella peggiore delle ipotesi non potrebbe inviare dei messaggi in quel determinato momento (problema assolutamente risolvibile con i cari vecchi SMS o con una semplice telefonata). Insomma, niente di particolarmente grave o irrisolvibile.

La questione prende totalmente un’altra piega se parliamo di professionisti o aziende.

Lasciando stare i dati esteri che sono spaventosamente alti e concentrandoci sulla realtà italiana, un influencer di successo potrebbe perdere molti soldi se all’improvviso non riuscisse più a pubblicare contenuti. Perché per chi non lo sapesse il mercato dell’influencer marketing oggi vale milioni e dietro una semplice foto con il prodotto di turno ci sono contratti, accordi, orari e soprattutto regole. Perché pubblicare una foto in un determinato giorno ad una determinata ora porta più visibilità e quindi più probabilità che quel determinato prodotto o servizio venga visto ed acquistato dagli utenti.

Un influencer può guadagnare anche €10.000 (diecimila, avete letto bene) per una singola foto pubblicata sul suo profilo Instagram a patto che questa foto venga scattata con le modalità previste nel contratto, pubblicata con una determinata descrizione concordata prima e, cosa molto importate, caricata sul profilo ad una determinata ora e in un determinato giorno. L’impossibilità di pubblicare contenuti fa venir meno la condizione temporale della pubblicazione, quindi un’azienda non sarà più disposta a pagare quella cifra all’influencer di turno, recando un danno economico non indifferente. Che siano importi più o meno giustificati o più o meno “meritati” non spetta a noi dirlo, la realtà dei fatti è che oggi i Social Network sono diventati elemento essenziale della comunicazione nel mondo. Non è un caso che si parli addirittura di richiesta di risarcimento da parte di aziende e professionisti quando si è in presenza di un collasso delle piattaforme. È necessario abbandonare definitivamente l’idea che i Social Network siano un semplice passatempo e prendere atto che sono ormai parte integrante della nostra vita. Ci sono aziende che investono milioni in comunicazione e gran parte di questo budget è dedicato proprio a piattaforme come Facebook ed Instagram, per il semplice fatto che è qualcosa che funziona e che porta risultati.

La prossima volta che si verificherà un down pensate che, oltre a non poter pubblicare un vostro selfie, c’è molto altro.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *